Visita dei Papi sui luoghi del Beato Papa Paolo VI

Visita di S. Giovanni Paolo II al Santuario delle Grazie
nel ricordo del Beato Papa Paolo VI

26 settembre 1982

Discorso ai seminaristi nel Santuario delle Grazie

Brescia – Domenica, 26 settembre 1982

Cari Seminaristi.

1. Non poteva mancare, in questa mia visita alla città di Brescia, una sosta in questo Santuario, tanto caro al cuore di Papa Paolo VI.

In questo tempio di pregevole stile barocco, centro e fulcro della pietà mariana della città e della diocesi, elevato alla dignità di Basilica dal Santo Padre Giovanni XXIII, i fedeli bresciani da oltre quattro secoli venerano con speciale devozione la beata Vergine sotto il titolo di “Madonna delle Grazie”. Qui essi vengono nei momenti della gioia e in quelli del dolore, per confidarsi con la Madre e per trovare nei suoi occhi la risposta che sia luce e conforto nel cammino della vita.

E qui veniva sovente dalla vicina abitazione Giovanni Battista Montini, fanciullo ancora e poi ragazzo e giovane, per pregare, riflettere, aprire l’animo ai grandi ideali che cominciavano a dischiuderglisi dinanzi. Qui in particolare, egli maturò la decisione fondamentale della sua vita, il “sì” alla divina chiamata al sacerdozio. Lo ricordava egli stesso con parole soffuse di nostalgia: “In quel pio domicilio, casa e chiesa, di culto mariano, maturò la nostra giovanile vocazione sacerdotale” (cf. Insegnamenti di Paolo VI, XI [1973] 825). “Noi ricordiamo – ribadiva in altra occasione – che la Chiesa di santa Maria delle Grazie, a due passi dal nostro domicilio e da noi frequentata con quotidiana assiduità, è dedicata alla nascita della Madonna, la quale aveva ogni anno, in questa ricorrenza, tutta la nostra famiglia puntualmente convenuta intorno a sé” (cf. Ivi., XII [1974] 805).

2. Potete immaginare, pertanto, la profonda emozione con cui anch’io mi trovo oggi in questo Santuario. È un’emozione certamente condivisa anche da voi, cari seminaristi, che molto opportunamente avete scelto questo tempio come luogo per l’incontro col Papa: quale ambiente, quale “clima” migliore per un dialogo cordiale e costruttivo che la casa della Madre comune?

Guardando i vostri volti lieti ed aperti, un sentimento di profonda riconoscenza sale dal mio cuore a Dio, che nel suo meraviglioso progetto di salvezza continua a suscitare nei giovani, speranza del domani, il desiderio di lavorare per la causa del Regno dei cieli.

Accogliendo quest’interiore chiamata, voi siete entrati in Seminario ove state impegnandovi a crescere ed a maturare come uomini, come cristiani, come futuri sacerdoti. A somiglianza degli Apostoli, che Gesù volle accanto a sé per prepararli ai futuri compiti (cf. Mc 3,13-14), voi state attendendo, nel raccoglimento del Seminario, alla vostra personale formazione in vista della missione che vi sarà un giorno affidata. Aiutati dai vostri Superiori e dai vostri Insegnanti, sostenuti dalla preghiera, voi scoprite le “meraviglie di Dio” attraverso lo studio delle scienze umanistiche, filosofiche e teologiche. Il vostro occhio è tuttavia già puntato verso le necessità di un mondo che attende, oggi più di ieri, guide spirituali sicure e preparate.

Carissimi, ricordate che il periodo del Seminario è unico, irripetibile, decisivo per il vostro futuro ministero.

Approfittatene per mettere alla base della quotidiana preparazione una forte spiritualità, che si alimenti ad una solida pietà eucaristica, cristocentrica e mariana.

Lasciatevi permeare sempre più in profondità dalla novità del Vangelo, e sul gioioso annuncio del messaggio cristiano improntate il vostro programma di vita.

3. Desidero esortarvi, altresì, a maturare in voi un forte e autentico “senso della Chiesa”, che vi renda aperti sia alle necessità e ai problemi della Chiesa locale bresciana, sia alle esigenze più vaste della Chiesa universale, per la quale so che lavorano già numerosi sacerdoti della vostra diocesi.

Impegnatevi a diventare degni eredi delle figure luminose di sacerdoti bresciani, che si sono distinti per l’intensità della vita spirituale e per la formazione culturale. Preparatevi ad essere i continuatori appassionati di quelle felici intuizioni pastorali che hanno rese ricche di operosità cristiana, particolarmente nelle iniziative catechetiche e di formazione della gioventù, le parrocchie della vostra diocesi.

4. Nel lungo itinerario di ascesa al monte del Signore, non scoraggiatevi per le difficoltà. Le grandi vette si raggiungono solo con il sacrificio.

Ricordate le parole di Gesù? “In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figli per amore del Regno di Dio, che non riceva molto di più in questo tempo, e la vita eterna nel secolo futuro” (Lc 18,20-30). E ancora: “Ecco, io sono con voi, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Il Papa Paolo VI, che ebbe sempre per i Seminari parole di significativo apprezzamento, in occasione del IV Centenario della loro istituzione osservava: “Il Seminario è la scuola per il silenzio interiore, in cui parla la voce misteriosa di Dio, è la palestra per l’allenamento alle virtù difficili, è la casa dove abita Cristo, il Maestro. Ricordate? Due discepoli di Giovanni, udito ch’egli diceva a Gesù, che passava sulla riva del Giordano: ecco l’Agnello di Dio! andarono dietro a Gesù. Gesù si voltò e, notato che lo seguivano, domandò loro: chi cercate? Essi gli dissero: Rabbì (che tradotto vuol dire Maestro), dove abiti? Egli rispose loro: Venite e vedrete (Gv 1,37-39)” (Insegnamenti di Paolo VI, I [1963] 291).

Cari seminaristi, se volete incontrare Cristo Signore, se volete conoscerlo, ascoltarlo, sappiate che per bocca della Chiesa, rappresentata dal Vescovo e dai vostri Superiori, la risposta è sempre la stessa: venite e vedrete!

Affidatevi sempre con tanta fiducia a Maria Immacolata, dispensatrice di ogni grazia, alla quale è dedicato il vostro bel Seminario. Vi accompagna anche la preghiera del Papa, il quale vi vuole bene e di vero cuore vi benedice.

Omelia durante la S. Messa al Campo Marte

Brescia – Domenica, 26 settembre 1982

Oggi, visitando questa città e la Chiesa che è in Brescia, desidero ringraziare, insieme con voi, la santissima Trinità per averci dato Paolo VI.

Desidero ringraziarla in questa diocesi, nella quale egli iniziò la vita terrena, e in questa Chiesa, per il cui ministero egli è diventato cristiano nel Sacramento dell’acqua e dello Spirito Santo.

Da tempo desideravo [..] ardentemente di venire a questo nido dal quale la Divina Provvidenza ha chiamato Paolo VI, anche perché a questo Papa, che fu per me non soltanto un predecessore, ma un Padre nella Sede del Vescovo di Roma, mi unirono speciali vincoli.

Trovandomi oggi qui, desidero manifestare la mia gioia in mezzo a voi e insieme con voi, che giustamente vi sentite legati in modo particolare al vostro grande Concittadino.

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La visita di San Giovanni Paolo II nel ricordo del B. Paolo VI
e per la beatificazione di Giuseppe Antonio Tovini

19-20 settembre 1998

Discorso alla cittadinanza

Eccomi per la seconda volta nel cuore della vostra Città, in questa storica Piazza, che avete voluto intitolare al mio venerato predecessore e vostro illustre concittadino, il Servo di Dio Paolo VI. [..]

Grazie per l’affetto con cui mi avete accolto, riaffermando l’antica tradizione di fedeltà al Papa della popolazione bresciana [..]

Come sottolinea la ricordata iscrizione scolpita sul frontone della Loggia, la costruzione di un futuro di civiltà e di progresso richiede un duplice ed inscindibile impegno di fedeltà: al Vangelo, radice preziosa e vitale della vostra convivenza civile, ed all’umanità concreta e palpitante, cioè all’uomo “che pensa, che ama, che lavora, che attende sempre qualcosa” (Insegnamenti di Paolo VI, II [1964], 729)[..]

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Omelia durante la Beatificazione di Giuseppe Antonio Tovini

“Pietro, mi ami?”. Possiamo dire che la vita di Paolo VI sia stata tutta una risposta a questa domanda di Cristo: una grande prova di amore a Dio, alla Chiesa ed agli uomini. Egli amò Dio come Padre condiscendente e premuroso e, nei passaggi importanti della sua esistenza, specialmente in quelli carichi di difficoltà e sofferenze, mostrò sempre un fortissimo senso della paternità divina.

Quando, da Arcivescovo di Milano, decise di tenere una Missione popolare per imprimere rinnovato slancio alla tradizione cristiana della Città, scelse come tema fondamentale: Dio è Padre. Nel momento, poi, di concludere la sua giornata terrena a Castel Gandolfo, il 6 agosto di 20 anni fa, volle recitare come ultima preghiera il Padre Nostro.

E che dire del suo amore appassionato per Cristo? La sua fu una spiritualità essenzialmente cristocentrica [..]

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Angelus a seguito della Beatificazione di Giuseppe Antonio Tovini

Giuseppe Tovini, questo laico cristiano che oggi ho avuto la gioia di proclamare Beato, sta davanti a noi e ci parla con l’esempio della sua vita, tutta dedita alla difesa ed alla promozione dei valori morali e spirituali, indispensabili per rinnovare la società. Egli seppe coniugare la vocazione di sposo e di padre di famiglia con l’impegno in numerose iniziative cattoliche [..]

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Visita di Benedetto XVI a Brescia nel ricordo del Beato Papa Paolo VI

8 novembre 2009

La visita alla Parrocchia di Botticino

Non vivere per sé ma per gli altri:
il messaggio di sant’Arcangelo Tadini

Prima di giungere a Brescia il Papa ha sostato nella parrocchia di Botticino Sera, dove è sepolto il sacerdote bresciano Arcangelo Tadini, canonizzato lo scorso 26 aprile. All’uscita dalla chiesa, ha rivolto ai presenti le parole che pubblichiamo qui di seguito.

 

Cari fratelli e sorelle,

sono molto felice di essere nella Parrocchia del santo Tadini. L’ho canonizzato poco tempo fa e sono stato edificato da questa figura di vita spirituale e, nello stesso tempo, di grande personalità nella vita sociale dell’Ottocento e Novecento.

 

Egli ha dato, con la sua opera, un dono all’umanità e ci invita tutti ad amare Dio, amare Cristo, amare la Madonna e donare questo amore agli altri; lavorare perché nasca un mondo fraterno nel quale ognuno viva non per se stesso, ma per gli altri.

Allora, grazie per questa accoglienza così calorosa. Mi dà una grande gioia vedere qui la Chiesa viva e gioiosa. Vi auguro una buona domenica e tante buone cose. Auguri, grazie…

Omelia del Santo Padre in Piazza Paolo VI

 

È grande la mia gioia nel poter spezzare con voi il pane della Parola di Dio e dell’Eucaristia, qui, nel cuore della Diocesi di Brescia, dove nacque ed ebbe la formazione giovanile il servo di Dio Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI.

Vi saluto tutti con affetto e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza! Ringrazio in particolare il Vescovo, Mons. Luciano Monari, per le espressioni che mi ha rivolto all’inizio della celebrazione, e con lui saluto i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi, i religiosi e le religiose, e tutti gli operatori pastorali. Ringrazio il Sindaco e le altre Autorità civili e militari. Un pensiero speciale rivolgo agli ammalati che si trovano all’interno del Duomo…

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L’Angelus al termine della Celebrazione Eucaristica

Il legame con Maria nella vita di Montini

 

Conclusa la celebrazione della messa il Papa ha recitato l’Angelus, ricordando “la profonda devozione” che Paolo VI nutriva per la Vergine Maria.

In quest’ora dell’Angelus desidero ricordare la profonda devozione che il Servo di Dio Giovanni Battista Montini nutriva per la Vergine Maria. Egli celebrò la sua Prima Messa nel Santuario di Santa Maria delle Grazie, cuore mariano della vostra città, non molto lontano da questa Piazza. In tal modo, pose il suo sacerdozio sotto la materna protezione della Madre di Gesù, e questo legame lo ha accompagnato per tutta la vita.

Via via che le sue responsabilità ecclesiali aumentavano, egli andava infatti maturando una visione sempre più ampia ed organica del rapporto tra la Beata Vergine Maria e il mistero della Chiesa. In tale prospettiva, rimane memorabile il Discorso di chiusura del 3° Periodo del Concilio Vaticano ii, il 21 novembre 1964. In quella sessione venne promulgata la Costituzione sulla Chiesa Lumen gentium, che – sono parole di Paolo VI – “ha come vertice e coronamento un intero capitolo dedicato alla Madonna”. Il Papa fece notare che si trattava della più ampia sintesi di dottrina mariana, mai elaborata da un Concilio Ecumenico, finalizzata a “manifestare il volto della santa Chiesa, alla quale Maria è intimamente congiunta” (Enchiridion Vaticanum, Bologna 1979, p. [185], nn. 300-302). In quel contesto proclamò Maria Santissima “Madre della Chiesa” (cfr. ibid., n. 306), sottolineando, con viva sensibilità ecumenica, che “la devozione a Maria… è mezzo essenzialmente ordinato ad orientare le anime a Cristo e così congiungerle al Padre, nell’amore dello Spirito Santo” (ibid., n. 315).

Facendo eco alle parole di Paolo VI, anche noi oggi preghiamo:

 

Vergine Maria, Madre della Chiesa,

a Te raccomandiamo questa Chiesa bresciana e l’intera popolazione di questa regione.

Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora presso Dio le loro preghiere;

conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria (cfr. ibid., nn. 317.320.325).

L’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto Paolo VI a Concesio

L’incontro con Cristo è esperienza educativa che libera

 

Benedetto XVI conferisce il Premio internazionale Paolo VI a “Sources chrétiennes” per l’opera di riscoperta delle fonti cristiane antiche e medievali Benedetto XVI ha inaugurato la nuova sede dell’Istituto Paolo VI nel pomeriggio di domenica 8 novembre, dopo aver visitato la casa natale di Giovanni Battista Montini. Nell’occasione il Papa ha anche conferito il Premio internazionale Paolo VI alla collana francese “Sources chrétiennes”. Di seguito il testo del discorso pronunciato dal Pontefice.

 

Signori Cardinali, venerati Fratelli Vescovi e sacerdoti, cari amici,

vi ringrazio cordialmente per avermi invitato a inaugurare la nuova sede dell’Istituto dedicato a Paolo VI, costruita accanto alla sua casa natale. Saluto ognuno di voi con affetto, ad iniziare dai Signori Cardinali, i Vescovi, le Autorità e le Personalità presenti. Un saluto particolare rivolgo al presidente Giuseppe Camadini, grato per le cortesi parole che mi ha indirizzato, illustrando le origini, lo scopo e le attività dell’Istituto.

Prendo parte volentieri alla solenne cerimonia del “Premio internazionale Paolo VI”, assegnato quest’anno alla collana francese “Sources chrétiennes”.

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L’incontro con la Comunità di Concesio nella Chiesa di Sant’Antonino

Dai cristiani gesti concreti di amore per superare rivalità e divisioni

A conclusione della visita, nella serata di domenica 8 novembre, Benedetto XVI si è recato nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino a Concesio, dove il 30 settembre 1897 fu battezzato Giovanni Battista Montini. Di seguito pubblichiamo il discorso pronunciato dal Papa.

 

Cari fratelli e sorelle!

Con questo incontro si chiude la Visita pastorale a Brescia, terra natale del mio venerato Predecessore Paolo VI. Ed è per me un vero piacere concluderla proprio qui, a Concesio, dove egli nacque ed iniziò la sua lunga e ricca vicenda umana e spirituale. Ancor più significativo – anzi emozionante – è sostare in questa vostra chiesa che è stata anche la sua chiesa.

Qui, il 30 settembre 1897, egli ricevette il Battesimo e chi sa quante volte vi è tornato a pregare; qui, probabilmente, ha meglio compreso la voce del divino Maestro che lo ha chiamato a seguirlo e lo ha condotto, attraverso varie tappe, sino ad essere suo Vicario in terra. Qui risuonano ancora le ispirate parole che, diventato Cardinale, Giovanni Battista Montini pronunciò cinquant’anni fa, il 16 agosto 1959, quando tornò a questo suo fonte battesimale.

“Qui sono diventato cristiano – egli disse -; sono diventato figlio di Dio, ho avuto il dono della fede” (G.B. Montini, Discorsi e Scritti Milanesi, ii, p. 3010). Ricordandolo mi piace salutare con affetto tutti voi suoi compaesani, il vostro Parroco e il Sindaco insieme al Pastore della diocesi, Mons. Luciano Monari, e a quanti hanno voluto essere presenti a questo breve eppure intenso momento di intimità spirituale.

“Qui sono diventato cristiano… ho avuto il dono della fede”. Cari amici, permettete che colga questa occasione per richiamare, partendo proprio dall’affermazione di Papa Montini e riferendomi ad altri suoi interventi, l’importanza del Battesimo nella vita di ogni cristiano.

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